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Storia

Via Isnardi, 2

Contesto esterno

Cosenza sorge sulla confluenza di due fiumi come Torino; è circondata da sette colli come Roma; il suo nome è inciso sulla Lapis Pollae, la lastra di marmo rinvenuta a San Pietro di Polla, provincia di Salerno, come il decreto tolemaico del 196 a.C. sulla Stele di Rosetta, la lastra ritrovata nell’odierna Rashid, in Egitto, e ora conservata al British Museum di Londra.

Cosenza è un po’ tutte queste cose e altro ancora, ha interessi e meraviglie che danno la tentazione di girarla tutto il giorno. È inadeguato chiamarla pittoresca; a ogni passo, dall’inizio della strada principale al piede della collina fino al severo castello medievale che ne corona la sommità, c’è da stupirsi e da ammirare, come annotava George Gissing nel 1897 in un suo diario di viaggio verso il sud d’Italia.

È l’Atene della nostra Calabria per il suo passato culturale legato all’Accademia Cosentina - nata Accademia Parrasiana nel 1511, poi Accademia Telesiana - la più antica accademia d’Italia ed una delle primissime accademie fondate in Europa. È, per Bernardino Telesio, la sua diletta città, che potrebbe benissimo fare a meno di me, ma sono io che non posso fare a meno di essa. Essa che mi scorre nelle vene e che amo.

Possiede un teatro di tradizione realizzato su progetto dell’architetto Zumpano nel 1887 e dedicato al pianista Alfonso Rendano. Ha un centro storico tra i più belli d’Italia che è testimonianza dell'espansione e della cultura dei suoi primi abitanti, i Bruzi, il popolo che scelse di chiamare questa città Consentia, a suggello del consenso delle varie tribù che la formavano. Il suo presente e il suo futuro culturale sono solidamente connessi all’Unical, il più grande campus universitario italiano (http://www.unical.it/portale/campus/index.cfm).

A proposito di arte, è motivo di orgoglio per tutti il riconoscimento dall'UNESCO, datato 12 ottobre 2011, del Duomo di Cosenza come Patrimonio testimone di cultura di pace. E poi c’è il MAB, il Museo all’Aperto Carlo Bilotti lungo l’isola pedonale di Corso Mazzini, con sculture di Manzù, Dalì, Consagra, Rotella, Greco e De Chirico.

Oggi Cosenza annovera 70.000 residenti più o meno autoctoni e oltre 2.500 residenti stranieri che vivono su una superficie di circa 250 kmq quasi completamente circondata dai monti della Catena Costiera Tirrenica, della Sila e del Pollino, eccezion fatta per un’apertura sul mare a nord-est, dalla Piana di Sibari. Nonostante, quindi, la vicinanza del mare, la sua influenza sul proprio clima è quasi assente, ed ecco perché le escursioni termiche giornaliere e annuali sono molto elevate.

Secondo un'indagine sulla ricchezza dei Comuni italiani elaborata da Il Sole 24 Ore nell'anno 2008 su dati del Ministero dell’Economia, Cosenza risulta essere con un reddito medio-pro capite di 17.747 euro dichiarati al Fisco: nella classifica dei capoluoghi di provincia, risulta essere al 93° posto su 119. La nostra città, come molte, ha tante potenzialità, sia nel settore agricolo che in quello industriale, turistico e culturale: alcune sono state bistrattate, altre sono state sfruttate, altre ancora aspettano di essere valorizzate. Il compito della scuola è anche quello di guardare al territorio, crescere insieme ad esso, migliorare con e per esso.

 

Via Molinella, 30

Contesto interno

Il nostro Liceo Scientifico nasce a completamento del primo Liceo Scientifico cittadino, lo “Scorza”, e acquisisce la sua piena autonomia nell’a.s. 1973-1974. Dal registro-protocollo di allora, appesantito dalla polvere e dalla inesorabilità del tempo, abbiamo memoria certa che il 4° documento protocollato dal nuovo Liceo, con data 1.10.1973, è la nota del Provveditorato agli Studi di Cosenza che informava dell’assegnazione provvisoria, per quell’anno, del prof. Luigi De Franco, Preside titolare dell’Istituto Magistrale n.3 di Cosenza, al Liceo Scientifico n.2 di Cosenza.

 Il 1973 è anche l’anno che vede la prima applicazione dei Decreti Delegati nelle scuole e, secondo quanto ci ha riferito in questi giorni il dott. Sarino Branda, studente della IIID di allora, furono utilissimi per la scelta del nome da dedicare al Liceo. Il suo racconto, alimentato da una comprensibile nostalgia di quei tempi, ci fa sentire partecipi e orgogliosi di un fermento scolastico che da una parte ricorda il Preside indirizzarsi verso il nome di Antonio Gramsci, politico, filosofo e tra i fondatori del Partito Comunista Italiano, come probabile dedica al neonato Liceo, e dall’altra gli studenti, che preferiscono il nome del Nobel per la Fisica Enrico Fermi perché, dal loro punto di vista, rappresentava meglio il loro indirizzo di studi. La IIID, attraverso il suo rappresentante, Sarino Branda appunto, chiede ed ottiene un’assemblea di classe, e raccoglie le firme delle altre classi e dei docenti di tutto il Liceo che determinano la loro “vittoria”: il tutto, infatti, approda, per l’analisi e la discussione, nel Collegio dei Docenti e nel Consiglio di Istituto che, in sedute distinte, decidono di intitolare la scuola ad Enrico Fermi. Quell’anno scolastico si conclude con 119 diplomati e il successivo si apre con 27 classi e 709 alunni, di cui 312 di sesso femminile. Il Preside De Franco rimarrà fino al 1991 e, prima dell’attuale DS, prof.ssa Michela Bilotta, 4 sono stati gli altri Presidi/Dirigenti Scolastici che si sono succeduti alla guida del Liceo “Fermi”:

  • Preside prof.ssa Rosa Barbieri, dal 1991/1992 al 1996/1997;
  • Preside prof. Stanislao Serra, dal 1997/1998 al 2000/2001;
  • DS prof. Fernando Scarnati, dal 2001/2002 al 2006/2007;
  • DS prof. Pasquale De Vita, dal 2007/2008 al 2010/2011.

Dal 2002 l’edificio di Via Molinella è stato affiancato da quello di via Isnardi, precedentemente sede della Scuola Media “Anile”. È dallo scorso anno che il Liceo usufruisce anche di altri locali presso il palazzo Marraffa, posto tra via Molinella e via Isnardi. Attualmente ospita 1.416 studenti, provenienti da realtà socio-culturali e territoriali diverse, divisi in 60 classi; 100 sono i docenti che vi insegnano. Il complesso scolastico è completamente cablato con un ponte radio tra i due istituti principali; ci sono 3 LIM, 1 laboratorio linguistico multimediale, 1 laboratorio di informatica con LIM, 1 laboratorio di fisica, 1 laboratorio di chimica, 2 aule docenti dotate di postazioni multimediali; c’è 1 Aula Magna attrezzata con schermo motorizzato, video proiettore a soffitto, microfoni con mixer e telecamere per sistema di videoconferenza, e 1 palestra che è stata ristrutturata nel 2008. Il Liceo, che negli anni precedenti aveva adottato la sperimentazione P.N.I (Piano Nazionale d’Informatica), in seguito alla Riforma Gelmini e alla conseguente eliminazione di tutte le sperimentazioni, ottiene un rafforzamento della sua caratterizzazione scientifica.

 

Gli uffici amministrativi sono diretti dal dott. Fulvio Furgiuele, coadiuvato da 9 assistenti amministrativi. Questa scuola si avvale anche dell’indispensabile contributo di 3 assistenti tecnici e di 14 collaboratori scolastici.

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Liceo Scientifico Statale E. Fermi di Cosenza
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